Capitalismo

Ieri sera ho visto Capitalism: a love story, il nuovo documentario di Michael Moore.
Il regista analizza i fatti occorsi negli ultimi 50 anni in America – l’ascesa di una classe politica spregiudicata, il connubio tra potere e ricchezza, l’accumularsi dei capitali nelle mani dell’1% della popolazione – e ne osserva le conseguenze disastrose sulla società e l’economia.
Il sogno americano ha lasciato il posto all’incubo del pignoramento delle case e dei licenziamenti; le grosse aziende stipulano surrentiziamente polizze assicurative sulla vita dei propri dipendenti, guadagnando milioni dai loro decessi; ragazzini colpevoli soltanto di essersi accapigliati tra loro vengono condannati da un giudice colluso, per fare gonfiare i bilanci delle strutture di recupero.
Cosa sta succedendo alla società americana? Perché la ricchezza è accumulata nelle mani di pochi e non distribuita equamente? Perché non viene garantita a tutti la possibilità di avere un lavoro e un giusto salario?
Alla fine del film, in sala è partito un applauso spontaneo.

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One Response to Capitalismo

  1. Andrea ha detto:

    Solo per avere usato l’avverbio surrentiziamente meriti un pubblico plauso! 🙂

    ho googlato surrentiziamente (tra parentesi è una delle parole più difficili da scrivere, c’ho provato ma niente, meno male che c’è il CTRL+C/CTRL+V) e il primo risultato è il tuo blog!

    ciao,

    Andrea

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