Democrazia partecipata

Il televoto non è soltanto un diritto del telespettatore: è un dovere.
Pensate ai nostri padri, attoniti e impotenti davanti alle prime televisioni degli anni ’50; e alle nostre madri, schiacciate sotto il peso delle attività lavorative e domestiche, private della dolce illusione di poter essere parte di qualcosa di più grande: il dorato mondo della televisione. Pensate al loro desiderio frustrato e sbeffeggiato di esprimere anche solo un’opinione, di eliminare anche solo un concorrente. Non dimenticate che la nostra conquista del diritto di televoto passa attraverso la loro lotta e il loro sacrificio.
E poi lo diceva anche Giorgio Gaber: libertà è partecipazione.
Sedetevi dunque sui vostri comodi divani e televotate al costo di un sms, con il cellulare di ultima generazione che avete appena comperato.
E ricordate: nel segreto del vostro salotto, dovete rendere conto soltanto a voi stessi, a Dio, al vostro gestore di telefonia e alla Endemol.

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