Buon Natale

24 dicembre 2008
Il mio cane-a-distanza

Il mio cane-a-distanza

Quest’anno il Natale è ancora più brioso ed emozionante.
Siamo completamente frastornati dalle notizie che passano i giornali e le televisioni. C’è chi fa allarmismo estremo sulla recessione e sostiene che quest’anno nessuno spende più un euro in regali perché non ha nemmeno i soldi per mangiare, e chi invece intervista i ricchi che fanno la fila a via Condotti per comperare una borza da tremila euro o un maglione da settecento euro.
In mezzo a tutta questa confusione ambientale e mediatica è davvero difficile orientarsi.
Ma la soluzione è a portata di mano: uscite, andate in giro e fatevi da soli un’idea, come quando andate a verificare se le notizie meteo sono veritiere aprendo la finestra.
Io in giro ci sono stata e posso garantirvi che a Modena e Bologna la gente spende serenamente tutta la tredicesima.
Se anche voi volete spendere la vostra tredicesima, ma almeno per quest’anno non volete comperare cazzate (passatemi l’espressione “comperare”), ecco alcuni suggerimenti per regalare qualcosa di sensato e costruire con pochi gesti un mondo vagamente migliore:

1) adottate un cane a distanza nel canile della vostra città
2) comperate un oggetto qualsiasi in un negozio siciliano pizzo-free
3) regalate un pensiero equo-solidale
4) regalate un’ora di osservazione del cielo via internet, finanziando un osservatorio astronomico
6) regalate un libro che vi ha fatto sognare.
Buon Natale.

Annunci

Imperialismi

12 dicembre 2008

Da oggi Google è ancora più imperialista. Dopo anni di onorata carriera nella registrazione automatica, e senza autorizzazione, delle parole più ricorrenti che compaiono nelle nostre e-mail al fine di trarne un utile puramente commerciale, dopo aver creato rubriche elettroniche con tutti gli indirizzi e-mail che usiamo quotidianamente e averci proposto di inviare a tutti i “nostri amici della rubrica di Google” chissà quale terribile virus o invito a registrarsi da qualche parte, ecco che Google estrae un altro coniglio impazzito dal cappello.
Stamattina, infatti, digito due lettere sul motore di ricerca che indicizza più siti al mondo e mi si apre un menu a cascata con una lista di parole.
Lì per lì penso di non avere cancellato la cronologia e i moduli la sera prima, però è strano: lo faccio tutte le sere, per me è una pratica igienica imprescindibile. Ci riprovo e mi esce di nuovo la cascata di parole. E così Google l’ha fatta un’altra volta, la sua azione imperialista.
In pratica, il motore di ricerca offre una lista di parole con un’alta ricorrenza. Ma un’alta ricorrenza dove? Nelle mie ricerche, nelle mie e-mail o nelle ricerche degli utenti di Google in generale? Per risolvere l’arcano, ho digitato le iniziali di alcune parole calde: le iniziali erano “fi”,  “se” e “ca”. Il risultato è stato quello che immaginavo.


La parte migliore della nostra società

8 dicembre 2008

Sta faticosamente imparando a usare il telefono cellulare e il computer; conosce la storia d’Italia e l’opera lirica, ricorda a memoria le poesie dei classici. Crede nella lealtà e nello spirito di sacrificio. 
E’ abbastanza sola, perché non ha tante occasioni di incontro e molti dei suoi amici sono morti: magari ha un gatto da compagnia. E’ spesso malata, ma fa di tutto per non pesare sugli altri e spera di poter restare autonoma ancora a lungo. Viaggia coi mezzi pubblici, perché non può più guidare nè andare in bicicletta. Guadagna dai 500 ai 1000 euro al mese, anche se ha lavorato tutta la vita. Fa fatica a masticare, perché non ha molti denti.
La parte migliore della nostra società ha i capelli bianchi.