Due vite

La mamma aspetta la bambina, ma la bambina non vuole ancora arrivare. Il tempo è scaduto da una settimana, la mamma ha le gambe gonfie e l’addome prominente le fa inarcare la schiena. La mamma è molto curiosa di vedere il visetto della sua bambina, per la prima volta.

Il bambino ha paura. La sua mamma è senza capelli: si è ammalata un anno fa e non è ancora guarita. I medici le hanno fatto la chemioterapia e poi le hanno detto che adesso serve un trapianto. Il papà, lo zio e la nonna  hanno fatto un prelievo di sangue per vedere se potevano donare alla mamma il loro midollo, ma purtoppo nessuno di loro è risultato compatibile. Il papà ha pianto quando sono arrivati gli esiti degli esami. Era la prima volta che il bambino lo vedeva piangere.

Poi una sera la bimba decide che è arrivata l’ora. La mamma la sente muoversi e farsi strada attraverso il suo corpo. Il medico le dice di stare tranquilla, ma la mamma è già tranquilla e si sente coraggiosa: sta per diventare mamma.

Il bimbo non piange, perché quando va a trovare la mamma in ospedale non vuole rattristarla. La mamma gli chiede di raccontarle che cosa ha fatto oggi e il bimbo le risponde “niente”. Ma poi vince la sua ritrosia e le racconta della scuola e degli amici con cui ha giocato. La mamma sorride, ma si vede che è molto stanca. E’ pallida e magra: prima invece aveva sempre le guance rosa e il rossetto sulle labbra.

Le contrazioni sono sempre più vicine e la mamma respira profondamente, come le hanno insegnato al corso pre-parto. La bimba spinge sulla cervice, ruota per entrare nel canale del parto e il medico può già vedere la sua testolina. La mamma inizia a spingere e non ha più dolore: sente solo l’urgenza di fare nascere la sua creatura.

Il bimbo è salito sul letto perché vuole essere abbracciato dalla sua mamma. La mamma lo stringe senza forza e gli accarezza i capelli. Al bimbo mancano gli abbracci della mamma e vorrebbe stare lì, con lei, per sempre. Ma sa che tra dieci minuti finisce l’orario di visita e lui dovrà tornare a casa col papà.

La bimba ha tanti capelli neri e un viso piccolo, e stupito. Il medico l’ha appoggiata sul torace della mamma e la mamma l’ha toccata per la prima volta. La bimba a poco a poco ha smesso di vagire e ha rivolto i suoi occhietti ancora ciechi verso la mamma.
La bimba e la mamma adesso non hanno più paura e sono pronte per essere staccate.
Il medico recide il cordone ombelicale; l’infermiera prende la bimba. Il medico chiede alla mamma se può procedere come d’accordo, e la mamma annuisce.

Il bimbo ora piange perché si sente solo. Non vuole lasciare la sua mamma, vuole dormire con lei e sentirla accanto. Certe notti, a casa senza la mamma, il bimbo ha paura. Il papà gli dice di fare il bravo, ma il bimbo non riesce a smettere di piangere. 
Alle tre del mattino il bimbo, nel suo letto, sta sognando la mamma. Squilla il telefono e il bimbo si sveglia di soprassalto. Il cuore gli batte all’impazzata e lui ha paura, non riesce a muoversi. Il papà risponde al telefono, poi va in camera sua e lo abbraccia forte forte.

Sono passati due giorni da quando la bimba è nata, e il medico ha detto che ora la mamma e la bimba possono uscire dall’ospedale. La mamma ha riordinato tutte le sue cose, ha preso in braccio la bimba e ha salutato le infermiere. 
In ascensore la mamma e la bimba incontrano il bimbo con il suo papà. Il bimbo guarda la bimba, il papà sorride alla mamma. Poi il papà e il bimbo salutano educatamente e scendono al secondo piano, mentre la mamma e la bimba iniziano la loro vita insieme.
Il bimbo guarda la sua mamma dietro il vetro della stanza. Non può entrare, perché la mamma è molto debole. Due giorni fa un’altra mamma, dopo avere partorito una bambina, ha donato il suo cordone ombelicale e il sangue è risultato compatibile con quello della sua mamma. I medici hanno potuto eseguire il trapianto di midollo.
La mamma del bimbo guarirà.

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One Response to Due vite

  1. freedegree ha detto:

    Bellissimo post Silvia. Aggettivo banale forse ma porcamiseria se è bello. L’ho finito di leggere circa 5 minuti fa e solo ora riesco a scrivere qualcosa.
    Grazie.

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