“Faccialibro” non mi avrà

Ieri mi sono iscritta a Facebook, perché volevo vedere com’era, dato che ero l’unica a non saperlo. Facebook è un social network (c’è scritto in prima pagina), in pratica una comunità di gente che conosce altra gente che conosce altra gente che conosce altra gente all’infinito. Potenzialmente se conosco tre persone che a loro volta conoscono altre tre persone in poche mosse posso ritrovarmi al cellulare con Dio. Qualcuno, infatti, sarà suo amico e me lo presenterà.
Su Facebook ognuno ho la possibilità di dire qualcosa di sè stesso: cosa sta facendo adesso, qual è il suo lavoro, che musica ascolta, dove ha studiato eccetera. Poi si possono inserire album di foto e video, lasciare commenti sui profili degli altri e fare tutta una serie di altre cose che non avrò mai la pazianza di imparare.  
Quando, spulciando tra gli amici degli altri, si incontra una persona che si conosce, le si manda una richiesta di amicizia, che la persona può accettare o rifiutare. Nel momento in cui si accetta un amico, si può anche consultarne il profilo, venendo quindi a conoscenza di fatti riservatissimi tipo dove è stato in vacanza o come si chiama il suo animale domestico. Ma soprattutto si viene in contatto con tutti gli altri suoi amici. Ed è così che si crea la rete, che si scopre che quell’amico ha pessimi gusti in fatto di amicizia (conosce persone tremende!), che nascono storie d’amore, che si trova lavoro (lo dicono i sociologi), che si inventano leggende metropolitane. 
Una delle cose che più mi ha colpito di Facebook, a parte la complessità, è la sezione delle notizie. Ogni volta che una persona fa qualsiasi cosa, ne viene data notizia sul suo profilo. Tipo, ieri io ho accudito la gatta. Ho anche stretto amicizia con un paio di persone: da prima pagina del Corriere.
Di seguito, alcuni dei motivi per cui non mi affezionerò a “faccialibro”:
– per comunicare preferisco la posta elettronica
– quando il numero delle alternative aumenta in maniera esponenziale, io solitamente esco (di testa) e cerco un posto dove mi siano date due o tre opzioni al massimo
– non voglio condividere le mie foto (mi vergogno), al massimo posso condividere i miei libri
– ho passato gli ultimi dieci anni cercando di fare perdere le mie tracce ai miei ex compagni di classe.

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